Polizze:cura da 264 milioni
Allentata la stretta sulle assicurazioni, ridotta l’indeducibilitŕ fiscale
La tassa sulle riserve assicurative vita è stata ulteriormente limata ma, nonostante questo, sale la stima del gettito. Da 230 a 264 milioni a regime. Si è alzato ieri il velo sul maxie-mendamento governativo sulla manovra e, con esso, è stata definitivamente chiarita l’entità del nuovo tributo richiesto alle compagnie. Rispetto alla bozza che circolava martedì, la quota massima esente dell’incremento delle riserve vita è stata ulteriormente elevata dal 97,5 a l98,5 percento. È rimasta invece bloccata al 95% la quota esente minima su cui si applicherà l’aliquota Ires del 27,5 per cento. In pratica pertanto il nuovo balzello a carico delle imprese varierà tra lo 0,41 e l’1,38 per cento dell’incremento delle riserve matematiche rispetto al 2,75% previsto nella versione originaria dell’emendamento che colpiva indifferentemente il 10% dei nuovi accantonamenti disposti dalle imprese a garanzie delle prestazioni future. La struttura a geometria variabile è stata decisa per favorire le società che attualmente hanno meno redditi esenti (in rapporto ai redditi totali) da far valere. L’imposta avrà effetto «nella misura ridotta del 50%» - precisa l’emendamento dell’esecutivo - anche «sul versamento del secondo acconto dell’imposta sul reddito delle società dovuto per il periodo di imposta in corso», al momento dell’entrata in vigore del decreto. Successivamente al 31 dicembre 2013 un decreto del ministro dell’Economia potrà riconsiderare le quote esenti delle riserve matematiche. Dal provvedimento il governo attende un gettito di 99 milioni per il 2010, di 363 per l’anno successivo, e di 264 milioni l’anno nel periodo 2012-2013. La stima a regime più elevata di quella prevista inizialmente è relativa a un perimetro più che doppio del provvedimento. È un segnale di come sia difficile stimare l’andamento del mercato vita in Italia (da cui dipende ovviamente l’incremento delle riserve), segnato da altalenanti andamenti negli ultimi anni. Rispetto ai 41-42 miliardi di aumento degli accantonamenti per il 2009 il governo ha stimato un incremento molto inferiore per l’anno in corso (24miliardi)e, considerando un’aliquota media indeducibile del 4%, vi dovrebbe essere un aumento della base imponibile di 960 milioni. Il condizionale è, però, d’obbligo. La nuova raccolta assicurativa potrebbe rivelarsi inferiore a quella stimata. Anche per effetto del disincentivo fiscale. Occorre tenere poi presente che il balzello non graverà sulle polizze prodotte all’estero (anche da imprese italiane) ma collocate nella penisola in regime di libera circolazione dei servizi.
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