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RASSEGNA STAMPA
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«Una tassa iniqua sui debiti: sono soldi degli assicurati»

Colloquio con Giovanni Perissinotto Ad Generali

«E' una tassa iniqua che si abbatte sull' industria assicurativa. In nessun paese del mondo si tassano i debiti e le riserve matematiche del ramo vita sono appunto debiti a tutti gli effetti. Sono soldi degli assicurati non certo delle compagnie».
Non usa mezzi termini l' amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto, per commentare il maxi emendamento del governo al cui interno è stata confermata la parziale inclusione nell' imponibile dell' Ires dell' incremento delle riserve sulle polizze vita.
Ed il maggiore gruppo assicurativo italiano - nel primo trimestre del 2010 le Generali hanno quasi raddoppiato la loro raccolta vita (a 6,1 miliardi) - non lesina le critiche.
«In questo modo si indebolisce la posizione competitiva del paese si spingono gli operatori a collocare queste attività all' estero, dove non sono tassate. Obiettivamente è un incentivo a delocalizzare le attività altrove. Vedo il rischio di replicare quanto è successo nell' industria del risparmio gestito che sta anch' essa scontando problemi analoghi».
Le Generali hanno chiuso il primo trimestre del 2010 con un incremento delle riserve matematiche di 7 miliardi ( a 227,4 miliardi) in tutti i mercati in cui sono operative. L' Italia, grosso modo, vale circa un terzo del suo business e pertanto la nuova gabella potrebbe avere a fine d' anno un impatto significativo, benché per il momento poco stimabile. A livello di mercato, infatti, la crescita tumultuoso dei primi mesi dell' anno è stata seguita da un' andamento decrescente della produzione. Probabilmente l' approvazione dei conti semestrali - molti gruppi, Leone compreso, hanno convocati i Cda per l' inizio di agosto - sarà probabilmente anche l' occasione per una stima più precisa dei "danni". Per il momento i commenti di Perissinotto riguardano la filosofia del provvedimento.
«Se c' è una difficoltà nella finanza pubblica tutti se ne devono far carico».
Inoltre per correggere l' eccessivo deficit pubblico la via maestra,per l' amministratore delegato delle Generali, continua a rimanere «il taglio della spesa pubblica e non l' aumento dell' imposizione. Qualcosa, su questo fronte, è stato fatto ma occorre un maggiore impegno».
Una riflessione finale riguarda i rapporti generali che il settore assicurativo ha con la politica e con i governi che si alternano alla guida del paese. Non è un segreto che l' industria delle polizze è in sofferenza nella gestione della Rc auto anche per effetto delle tante norme (avviate dalle "lenzuolate" dell' ex ministro delle Attività produttive Pierluigi Bersani) che si sono susseguite in questi anni e che hanno avuto un impatto negativo sui conti delle compagnie. Ad esempio il ministero dello Sviluppo economico deve emanare da anni un decreto con il quale disciplinare i risarcimenti delle grandi invalidità, da sempre oggetto di ripetuti interventi "al rialzo" (dei risarcimenti) da parte della magistratura.
«E' auspicabile che quel decreto arrivi in tempi rapidi », osserva Perissinotto. E poi c' è il problema dei primi punti di invalidità spesso associati agli incidenti automobilistici («in alcune aree del paese è divenuta una pratica comune»).
Una riflessione su questo punto- sottolinea si impone. Per non parlare delle norme di Bersani che hanno imposto alle compagnie di rimuovere le clausole di esclusiva nei mandati degli agenti.
«Con il risultato - sbotta Perissinotto - di aprire le nostre reti ai concorrenti. E a vantaggio di chi? Non certo dei consumatori».
 

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